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Dal CV alla web app

In una frase: dallo stesso personaggio inventato si passa da un documento a un sito, a una dashboard, a una piccola applicazione.

Passaggi

  1. Documento collaborativo. "Scrivi nel canvas il CV Europass di Mario (o Maria) Rossi: [inventa tu, più è strano meglio è]. Inventa i dati che mancano." Poi si modifica: selezionando una parte, chiedendo alla chat, a mano.
  2. Simulazione: il sito. "Crea nel canvas il sito web personale usando le informazioni del CV." Si guarda l'anteprima. Si chiedono modifiche.
  3. La dashboard. "Crea nel canvas una dashboard con le statistiche dei visitatori del sito."
  4. La web app. In una chat nuova: "Crea nel canvas una web app che genera un codice QR a partire da un URL inserito dall'utente." Poi si prova con il telefono.

Debriefing

  • Cosa è un documento e cosa è una simulazione? (Il canvas gestisce testo, ma anche HTML, CSS, JavaScript.)
  • Cosa serve per mettere il sito online davvero? Chiedere una guida passo passo è utile, ma se la guida fa eseguire comandi che non capisci, fermati.
  • Cosa vuol dire per il lavoro di chi sviluppa software che chiunque possa fare una web app in cinque minuti?
  • Perché gli slider "più lungo / più formale" sono poco utili? Perché sei tu che devi sapere cosa vuoi.

Cosa può andare storto

  • L'anteprima non si apre: chiederla esplicitamente, oppure copiare il codice in una chat nuova.
  • Con gli account gratuiti il modello è più debole e il codice può non funzionare: per il codice servono modelli che ragionano.
  • Limite didattico: il personaggio inventato diverte ma è lontano dal lavoro reale. Variante PBL: fare lo stesso percorso sul proprio progetto.

Cosa ho visto succedere

Dal CV di un personaggio che parlava "serpentese" il modello ha creato un sito con un sintetizzatore di suoni sibilanti e un simulatore di videogiochi anni '80. Nessuno se lo aspettava, me compreso: è il momento in cui la classe capisce che il modello va oltre la richiesta letterale.